Visualizzazione post con etichetta Mi casa es Tu casa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mi casa es Tu casa. Mostra tutti i post

lunedì 24 agosto 2015

Del mare

Mare.

Mare da adulta con due bambine e con la loro mamma.

Mare che è sempre mare, con la sua (mia) malinconia.

Mare con la crema solare, il doposole e i castelli, che erano vent'anni che non rifacevo un castello di sabbia.

Mare con i discorsi sul come eravamo, come siamo e cosa saremo.

Mare tanto diverso dall'ultima volta qui, ma sempre uguale nei suoi negozi altolocati e locali di tendenza.

Mare mai azzurro, mai limpido, mai bello ma sempre pieno di gente.

Mare con i ragazzini vicini di ombrellone che raccontano della sbronza della sera prima.

Mare con le signore di Milano con i capelli perfetti, i costumi perfetti, le borse perfette e i mariti assenti.

Mare con i cornetti per colazione mangiati in giardino.

Mare per salutare un'estate senza vacanze ma con lo spirito di chi è in vacanza da sempre.

Mare.

venerdì 29 maggio 2015

Della Color Run, della pioggia, delle amiche

Vorrei parlare di Color Run.
Vorrei davvero parlare di come sono stata bene, delle risate, di come tutto sia più facile se indossi un tutù viola e il tuo corpo (e la macchina fotografica di Filippo e l’auto dello stesso e il pavimento del bagno e qualunque cosa che abbia toccato, ndV) è letteralmente cosparso di brillantini iridescenti.


Vorrei descrivervi la sensazione di camminare per 5 chilometri con il prato bagnato e le nuvole di colore che ti si appiccicano addosso, che prima sei rossa, poi gialla e arancione (effetto epatite), poi meravigliosamente rosa fuxia da vera Barbie Girl, dopo blu come una Puffetta qualunque e infine cosparsa di glitter metallizzati che si vedevano da lontano.

Vorrei essere brava a rendere la sensazione di come sia ritrovare il proprio viso dopo la doccia, ridere, ascoltare musica che mette bene, spararsi prima i selfie e poi le polaroid, sentire il profumo della crema sul corpo come se fosse estate, rilassarsi in macchina, mentre canticchi e parli di 20 argomenti contemporaneamente.

Vorrei raccontarvi di come è bello cenare insieme, mangiare di ogni prelibatezza, bere vino, sorridere un po’ brilla, fare foto da mettere su instagram, parlare di tutta la popolazione virtuale come se fossero ex compagni di scuola (quindi male, con acidità et cattiveria!), sentire lo stomaco pieno, le gambe stanche, la testa lenta ma piena di buon’umore.

Vorrei farvi capire come è stato bello rotolarsi nel letto di Luisa, con la tisana buona e la tazza fighissima di Sheldon, farsi i video su snapchat, sentirsi come in gita scolastica, continuare a parlare sempre di tutto, sentire che la stanchezza sale sempre più e gli occhi cominciano a non reggere le troppe emozioni del giorno e finalmente dormire di un sonno pieno e senza sogni (forse il miglior regalo che potessi ricevere).

Vorrei potervi raccontare della luce pazzesca per i selfie nel terrazzo di Luisa e Filippo e delle colazioni belle in posti ancor più belli, scelti in quanto “molto instagrammabili”, ritrovandosi a colazione come se quella fosse la regola. Di come ci venga spontaneo chiedere la password del wifi prima del caffè e poi mangiare i dolcetti buoni in piatti bellissimi, che quasi ti spiace romperli con la forchetta.

Vorrei potervi mostrare la bellezza delle passeggiate a Santo Spirito, su Ponte Vecchio e poi in Piazza della Signoria, senza meta, come se uno fosse in vacanza davvero. Vorrei potervi far assaggiare il vino buono che abbiamo bevuto a pranzo, le polpette fritte che abbiamo mangiato e poi ancora il caffè signorile di Gilli, in mezzo a cento sorrisi.


Vorrei farvi stare dentro i negozi con noi: le mie amiche che cercano senza tregua e io che mi trascino su ogni divanetto disponibile, ridere e dare giudizi, toccare ogni abito indecise se comprarli tutti o nessuno, cercare una perfetta maglietta bianca che non esiste e scoprire che la cerchiamo tutte e tutte senza alcun risultato. E poi uscire con borse bellissime, come se fossimo in un film, sempre più stanche ma ancora con gli stessi sorrisi.


Vorrei che poteste sentire la tristezza degli abbracci davanti a Santa Maria Novella, quando ormai è giunta l’ora di salutarsi e di promettersi di rifarlo presto, ma tanto sappiamo già che non è mai tanto presto quanto vogliamo noi. E allora dirsi *ciao* con la voce rotta, con le gambe che ormai si tengono su a fatica, con la schiena che fa male in ogni dove, ma con la costante sensazione che se fosse sempre così, sarebbe davvero una figata pazzesca.


lunedì 13 aprile 2015

Deh (ablativo di argomento - traslato)

Dopo anni di rimandi, di impegni vari, di scarse capacità organizzative e ricchi coitillon simili, sabato mattina sono finalmente andata a nella patria adottiva di una delle mie migliori amiche.

Livorno è un po' un altro mondo rispetto al resto della Toscana: non c'è il rinascimento dietro ogni angolo, non ci sono le tombe etrusche, non c'è la fiorentina, non c'è quell'aria un po' snob di chi è stato la culla dell'italiano e non ci sono nemmeno tutte le dolci colline piene di girasoli che piacciono tanto ai turisti.
A Livorno c'è il porto, i parcheggi alla cazzomannaggia, le friggitorie, le sedi storiche del PCI, l'Accademia navale, un sacco di pavimenti a scacchiera, tanta gente in giro anche alle quattro del mattino e *boia deh* in ogni bocca.

E poi a Livorno, chevelodicoaffare, c'è la mia amica dottore che è la compagna di praticamente tutta una vita.
Quando ci vediamo, ogni singola volta, penso a quanto mi manca nella quotidianità e a quanto sia stata fortunata ad avere lei (e anche l'altra del trio storico) vicina ogni giorno, per anni.

Delle mie ore livornesi porto a casa, oltre alla vicinanza con questa amica speciale, la splendida sensazione di stanchezza da troppa vita e il sole che mi picchia in faccia, mentre psicanalizzo sconosciutie bevendo la spuma, come i vecchietti di paese.
In realtà, mi porto dietro anche le chiacchiere calme passeggiando per negozi, la giacca color corallo che cercavo da mesi, l'aperitivo vegano, Enrique Iglesias, il fritto più buono del mondo, lo spritz, ballare nei bar, ballare per strada, sentirsi come dentro ad una festa, ballare in discoteca, i caffè sulle terrazze assolate, giocare con il cane, il libro di Paolo Nori, il vino buonissimo, la mia anima contabile, ballare come se non ci fosse domani, dormire poco, ridere troppo.

Livorno è una città caotica e colorata, come possono esserlo solo le città di porto.
E io, come ormai è noto, amo le cose caotiche e colorate, soprattutto in questo momento.

Perchè città come Livorno hanno il merito di tirare fuori una me stessa che sembra un po' in gita scolastica.
E quando trovo posti che tirano fuori questi nuovi lati di me, che mi piacciono di più di quelli che vivo ogni giorno, mi sento sempre molto euforica. Forse perché mi ricordano che non è ancora tutto perduto e che posso davvero essere leggera.

Quindi mi sa che a Livorno ci torno, ecco.

martedì 6 gennaio 2015

Delle cose belle dell'anno nuovo e di quello vecchio.

Le feste sono finite, va sfatto l'albero (nuoooooo), comincia la dieta, ci s'iscrive in palestra, si mettono via i maglioni con le renne, si comprano decine di magliette a righe ai saldi per la primavera (true story), ci si preoccupa per la terribile situazione lavorativa (really), si comincia a pensare a Sanremo e via dicendo.
Però io -che a questo periodo sono inspiegabilmente sopravvissuta- voglio fare l'elenco delle cose belle che sono successe durante questo Natale:
- Ho sfoggiato il maglione rosso con le renne,
- Ho ricevuto in regalo il montgomery rosso che volevo, anche se fa molto cappuccetto rosso,
- Sono stata a ballare due volte con le mie amiche e mi sono divertita tanto,
- Ho bevuto il Martini di nuovo ed è ancora il mio liquore preferito,
- Ho visto Luisa e consorte il 26 dicembre e la stessa sera ho conosciuto Martino che è divertente anche nella vita vera,
- Ho fatto cene con le amiche e ho riso molto,
- Sono stata a vedere il musical de La Bella E La Bestia per capodanno,
- Ho conosciuto Laura che è davvero una persona meravigliosa e brillante e ho festeggiato con lei San Silvestro,
- Ho fermato un taxi con un cenno come Carrie Bradshaw e mi sono sentita la reginetta della City,
- Ho assistito ad una proposta di matrimonio molto scenica - molto americana - molto dolce, alla fine del musical, che mi ha fatto prima piangere poi bere dalla disperazione,
- Ho fatto merenda con una collega e mi sono sentita rilassata con una tazza di tè in una mano e i biscotti nell'altra,
- Sono stata con i cuginetti e mi si è scatenato l'istinto materno, nonostante il karaoke di Violetta,
- Ho preso treni e viaggiato in macchina e mi è piaciuto sentirmi in movimento,
- Ho preparato una cena vegetariana con grande successo,
- Ho pianto, ma avrei potuto disperarmi quindi va bene così.

Quindi no, queste feste non sono state il colpo di grazia e io continuo con quest'inutile ottimismo.

lunedì 19 maggio 2014

Dei week end, delle Deejay Ten e delle amiche

Viaggio in treno,come sospesa.

La gola secca, la musica triste nell'ipod (che per la prima volta nella mia vita ho comprato regolarmente) e la certezza che, a volte, basta poco per sorridere.

Le gambe pesanti, le ballerine che fanno male ai piedi e il sacco della deejay ten sulle ginocchia.

Lo smalto rosso un po' sbeccato, il trucco che ha ceduto e una polaroid in cui sorrido e che rappresenta il meraviglioso mood "under the sun" che troppo spesso dimentico.

La maglietta "Run Like A Deejay", sgualcita, da portare in palestra con fierezza, come una che l'ha fatta e pure bene, che tanto mica dice che ho partecipato alla "Deejay Five" con due banane nella borsa (se non la capite, dovete assolutamente ascoltare il Trio Medusa, di prima mattina) e che in mezzo facevamo le foto sceme alle vetrine dei negozi.

I pranzi al mercato, il vino, i dolci buonissimi, lo shopping che rimanga come ricordo, il panino con il lampredotto, le figure di merda, Samantha Jones e le altre ragazze di Sex And The City che ci regalano spunti di conversazione come se piovesse e l'insana passione per Lorelai e Rory Gilmore che cerco di attaccare a chiunque mi graviti intorno (anche a chi tifava per un'ecatombe nucleare su Stars Hollow).

Scrivo post sul cellulare, per fermare emozioni e belle sensazioni, che edito la mattina dopo e che sanno di buono e di vissuto.